
Il comportamento termico di una parete non deve essere valutato solo ed esclusivamente in base alla
trasmittanza. Occorre tenere conto infatti anche di altre caratteristiche: inerzia termica, capacità di accumulo,
durabilità, ecc..
Questi concetti sono riscontrabili anche nelle più recenti normative sul rendimento energetico in edilizia
(D.Lgs. 192/2005 e D.Lgs. 311/2006), dove il parametro di riferimento da considerare è l'indice di prestazione
energetica, che dipende dalle caratteristiche progettuali complessive dell'edificio, e che può essere verificato
anche senza imposizione di limiti di trasmittanza termica predefiniti delle pareti opache.
Il termolaterizio POROTON
® è stato studiato in ogni particolare, dall'alleggerimento dell'impasto
al disegno delle forature, per conferire alla muratura requisiti ottimali di isolamento termico.
La parete in POROTON
® abbina ad una buona resistenza termica ottime doti di inerzia termica (smorzamento
e sfasamento) e di salubrità ambientale, fattori ottenibili solo con pareti dotate di una massa adeguata.
La resistenza termica della parete POROTON
®, in condizioni di esercizio, come dimostrato da numerose prove
di laboratorio, corrisponde a quella di progetto e si mantiene costante nel tempo: un vantaggio ed una
garanzia per il progettista. Un vantaggio ed una garanzia che influisce sui consumi energetici e migliora
il benessere abitativo permettendo nello stesso tempo di ridurre i costi di costruzione. Un vantaggio ed una
garanzia che le pareti multistrato non sono in grado di dare, essendo dimostrato che la resistenza termica
effettiva di tali pareti con isolante interposto risulta minore di quella di calcolo, diminuisce nel tempo e
risulta penalizzata dalla presenza dei pilastri in cemento armato che inducono maggiori effetti di ponte termico.
POROTON® e inerzia termica
In maniera molto riduttiva, i componenti dell'involucro edilizio sono spesso descritti da un singolo parametro,
la trasmittanza termica, intesa come capacità di trasmettere istantaneamente il calore da un lato all'altro
di una chiusura che separa ambienti a temperatura diversa.
Il rilievo attribuito a livello mediatico a questa grandezza è proporzionale all'esigenza di contenere
le dispersioni termiche invernali: bassa trasmittanza termica significa, infatti, sempre minore consumo
energetico per riscaldamento.
Assumere la trasmittanza come unico indicatore consente di eseguire analisi energetiche semplificate,
cioè in regime stazionario, per le quali sono sufficienti dati climatici molto aggregati, su base mensile
o addirittura stagionale.
Da questo approccio e dai suoi vantaggi semplificativi scaturisce la cieca tendenza ad isolare sempre più:
ma un isolamento estremo può avere effetti incerti nel periodo estivo. Nei climi caldi esso deve essere
necessariamente affiancato da adeguati sistemi per controllare e gestire i guadagni gratuiti
(fonti di calore all'interno dell'edificio, radiazione solare attraverso le superfici trasparenti, ecc.),
altrimenti si determina un sensibile deterioramento delle condizioni di benessere e sorge la necessità di
raffrescare artificialmente. L'isolamento, che trattiene il calore in inverno, durante l'estate svolge la
medesima funzione, determinando il potenziale surriscaldamento degli ambienti.
Se non si desidera realizzare un involucro completamente slegato dal proprio contesto, dotato di un suo
microclima indipendente, in cui anche i ricambi d'aria sono gestiti artificialmente ed è vietato aprire
le finestre, ma si vuole invece una casa che interagisca e dialoghi con l'ambiente circostante, modulando
intrinsecamente, senza consumare energia, la complessità e l'imprevedibilità del clima, allora occorre per
forza rinunciare all'approccio semplificativo e considerare anche le proprietà dinamiche dell'involucro
edilizio. Le chiusure opache dotate di una massa consistente accumulano e rilasciano il calore in maniera
complessa, non solo smorzando i picchi di temperatura dell'esterno, ma differendoli nel tempo: si tratta
della cosiddetta "inerzia termica", che genera ripercussioni molto rilevanti sulle prestazioni energetiche
complessive, tanto in estate quanto in inverno. L'adozione di strategie di raffrescamento passivo basate
su tali fenomeni richiede di condurre un'analisi in regime dinamico, ponendosi cioè in una scala temporale
molto ristretta, dell'ordine delle ore; questo permette di considerare con il giusto peso fattori come
l'escursione termica giorno-notte e la variazione dell'irraggiamento solare nel corso della giornata.
Autorevoli ricerche hanno dimostrato che l'uso avveduto della massa termica ha un notevole effetto positivo
sulle condizioni di benessere, sui consumi energetici anche invernali e sui carichi per il raffrescamento.
Se ben progettata, la massa funziona come volano termico, sia d'inverno che d'estate, quando preserva la
temperatura media radiante e procura una vera sensazione di freschezza, diversa per qualità da quella che
produce il solo raffreddamento dell'aria.
È in base a questi semplici principi che le murature in POROTON
® possono offrire un contributo importante
per un reale e misurabile risparmio energetico.