Spessore muri adeguamento sismico

Domanda

Devo realizzare un adeguamento sismico di un edificio esistente.
L’adeguamento prevede di lasciare circa il 50% delle pareti esistenti (mattoni pieni a 2 teste per 28 cm di spessore) e di realizzare il restante 50% in blocchi antisismici tipo Poroton® (siamo in zona sismica 3).
Il problema è il seguente:
Essendo il fabbricato ad un piano con pareti molto alte (min 4,50 m, max 6,50 m) devo rispettare la tab. 7.8.II (spessori minimi pareti resistenti al sisma) e se si lo devo fare solo per le nuove pareti?
Se vale per tutte le pareti (cosa che escludo) devo ispessire i muri o addirittura cambiare sistema costruttivo; se vale per le nuove pareti (come credo) allora devo usare un blocco da almeno 45 (45×12=540 H media con la presenza del cordolo sommitale).
Inoltre nello stesso paragrafo della Tab. citata si parla di distanza massima tra due solai non superiore a 5 m, vale anche in questo caso?
Inserendo un cordolo di piano a metà altezza, posso risolvere entrambi i problemi?

Risposta

Gli interventi di adeguamento sismico sono finalizzati a conferire alla struttura la capacità di resistere alle combinazioni delle azioni di progetto indicate dalle NTC con i livelli di sicurezza previsti dalle norme stesse. Per questo il progetto di adeguamento dovrà essere riferito all’intera costruzione, riportando le verifiche dell’intera struttura post-intervento, secondo le indicazioni riportate nel Capitolo 8 delle NTC 2008 e relativa Circolare N. 617 del 2/2/2009. Si ricorda che una adeguata conoscenza dei materiali e tecniche che compongono le strutture esistenti è determinante.
Dal punto di vista della modalità di intervento sugli edifici esistenti, la filosofia seguita dalla normativa consiste nell’intervenire con materiali e tecniche quanto più vicini a quelli della costruzione esistente, con l’obiettivo di ottenere una costruzione post-intervento quanto più omogenea in termini di risposta strutturale.
Nel caso specifico quindi, ritenendo necessario intervenire sostituendo il 50% delle murature esistenti, risulta corretta la scelta di impiegare per questa, una nuova muratura portante in blocchi POROTON® P800. Sarà da valutare in relazione al comportamento globale che si ottiene l’eventuale rinforzo delle murature esistenti che si intende mantenere.
Si ricorda inoltre quanto riportato in Circolare N. 617 del 2/2/2009 (§C8.4.1) riguardo gli interventi di adeguamento: “Non è, in generale, necessario il soddisfacimento delle prescrizioni sui dettagli costruttivi (per esempio armatura minima, passo delle staffe, dimensioni minime di travi e pilastri, ecc.) valide per le costruzioni nuove, purché il Progettista dimostri che siano garantite comunque le prestazioni in termini di resistenza, duttilità e deformabilità previste per i vari stati limite.” Tali prescrizioni riguardano limitazioni geometriche e di armatura che per il caso degli elementi in c.a. corrispondono ai casi citati ad esempio dalla Circolare, e nel caso delle murature corrispondono alle varie limitazioni e requisiti geometrici di cui al §7.8.
L’ottica è infatti quella di comprendere la particolare complessità che comporta l’intervento di adeguamento su un edificio esistente caratterizzato certamente da lacune strutturali.

Sovente si opera una scelta in base alla quantità di nuovi elementi rispetto agli esistenti, ma in questo caso in cui abbiamo completo equilibrio tra nuovi e vecchi elementi, ci si trova ad operare nella condizione più critica in cui è la sensibilità del Progettista a fare la differenza.
Certamente le murature esistenti non si possono e non si devono adeguare alle richieste delle nuove murature (come Lei giustamente pensa), ma vanno tutt’al più rinforzate in funzione delle lacune e delle esigenze riscontrate nei sopralluoghi e dalle analisi, non si esclude che sia necessario intervenire con un ringrosso delle pareti piuttosto che applicando fibre di rinforzo esterno (entrambe infatti sono tecniche di rinforzo adottabili), ad esempio per eliminare il rischio di instabilità, in funzione del ruolo che la parete in questione riveste ed alle sollecitazioni che è chiamata a sopportare.
Le murature nuove alla luce di quanto sopra citato non sono necessariamente da realizzarsi secondo le limitazioni imposte dalle norme, ma certamente è necessario discostarsene il meno possibile e comunque sarà il Progettista con le sue analisi a dimostrare che le prestazioni richieste vengano garantite dalle nuove murature. Nel caso specifico si suggerisce di realizzare il cordolo alla quota 4.50 m di collegamento delle murature, realizzando poi il cordolo alla quota maggiore per le pareti che ci arrivano, facendo in modo che i due cordoli vengano a collegarsi anche tra di loro. Per avere un ottimo compromesso tra snellezza e spessore e resistenza fuori piano per pareti così snelle, si suggerisce di adottare la muratura armata POROTON® di spessore 30-38 cm circa, da scegliere in funzione dei risultati delle analisi.

Categorie: Struttura
Domanda e risposta del 09/07/2014