Si calcola come inverso della resistenza termica totale della stratigrafia: U = 1 / Rtot, dove Rtot è la somma delle resistenze superficiali interna ed esterna e delle resistenze dei singoli strati, ciascuna pari al rapporto tra spessore e conducibilità del materiale.
Il calcolo della trasmittanza è una delle verifiche più ricorrenti nella pratica progettuale, e anche una di quelle che si tende a delegare interamente al software di calcolo.
Sapere che cosa il software sta calcolando resta però utile, sia per interpretare i risultati sia per capire dove un valore anomalo può nascondere un errore di input.
Questa guida ricostruisce il procedimento, i dati necessari e le verifiche che devono accompagnarlo.
Che cos’è la trasmittanza termica
La trasmittanza termica, indicata con U, quantifica la quantità di calore che attraversa un metro quadrato di struttura nell’unità di tempo, per ogni grado di differenza di temperatura fra l’ambiente interno e quello esterno. L’unità di misura è il W/m²K.
È una grandezza di regime stazionario: presuppone cioè che le temperature ai due lati della parete siano costanti nel tempo. È un’ipotesi ragionevole per valutare le dispersioni invernali, molto meno per descrivere il comportamento estivo, dove le temperature esterne variano sensibilmente nell’arco della giornata.

La formula di base
La trasmittanza è l’inverso della resistenza termica totale della struttura:
U = 1 / Rtot
Rtot = Rsi + Σ (sj / λj) + Rse
dove:
- Rsi è la resistenza termica superficiale interna, che tiene conto dello scambio termico fra aria interna e superficie interna della parete;
- sj è lo spessore del singolo strato, in metri;
- λj è la conducibilità termica del materiale di quello strato, in W/mK;
- Rse è la resistenza termica superficiale esterna, che tiene conto dello scambio termico fra aria esterna e superficie esterna della parete.
Il rapporto s/λ è la resistenza termica del singolo strato, espressa in m²K/W. La logica è additiva: le resistenze si sommano, e la trasmittanza è il reciproco della somma. Ne discende una conseguenza pratica utile: aggiungere spessore a uno strato già molto resistente produce incrementi di isolamento via via minori, mentre intervenire sullo strato meno resistente della stratigrafia è generalmente più efficace.
Le resistenze superficiali non si calcolano ma si assumono da tabella, in funzione della direzione del flusso termico e dell’orientamento della struttura. Per gli strati d’aria non ventilati, quando presenti, si assume analogamente una resistenza termica tabellata anziché calcolarne il rapporto s/λ.
Esempio di calcolo semplificato
I valori considerati in questo esempio sono puramente indicativi e non si riferiscono ad alcun prodotto specifico: servono unicamente a illustrare la sequenza di calcolo. I valori da utilizzare in un calcolo reale sono quelli dichiarati dal produttore per lo specifico prodotto impiegato.
Si consideri una parete composta da intonaco interno, muratura in laterizio e intonaco esterno. Il procedimento si articola in tre passaggi.
- Si calcola la resistenza di ciascuno strato come rapporto fra spessore in metri e conducibilità. Uno strato di intonaco da 1,5 cm con conducibilità 0,70 W/mK dà una resistenza di 0,015 / 0,70 = 0,021 m²K/W. Una muratura da 30 cm con conducibilità equivalente 0,15 W/mK dà 0,30 / 0,15 = 2,000 m²K/W.
- Si sommano tutte le resistenze, comprese quelle superficiali interna ed esterna assunte da normativa (rispettivamente 0,13 e 0,04 m²K/W per flusso termico in direzione orizzontale, come nel caso di pareti perimetrali verticali).
- Si calcola U come inverso della somma. Con resistenza totale pari a 2,21 m²K/W, la trasmittanza risulta U = 1 / 2,21 = 0,45 W/m²K.
L’esempio rende evidente che la muratura fornisce la quasi totalità della resistenza, mentre gli intonaci incidono in misura marginale. Trascurarli non è però corretto, perché il loro contributo al comportamento acustico ed igrometrico è tutt’altro che marginale.
Quali dati servono per una parete in laterizio
- spessore reale di ogni strato;
- conducibilità termica di progetto dei materiali omogenei: intonaci, rasature, rivestimenti, isolanti, ecc.;
- tipo e spessore dei giunti di malta;
- conducibilità equivalente o resistenza termica della muratura in blocchi forati;
- condizioni al contorno e orientamento del flusso termico;
- eventuali disomogeneità che richiedono metodi specifici.
Perché la trasmittanza da sola non basta
È il punto su cui vale la pena soffermarsi, perché è anche quello che distingue una progettazione consapevole da una verifica burocratica.
Descrivere l’involucro con il solo valore di U significa assumere un regime stazionario, per il quale bastano dati climatici aggregati su base mensile o stagionale. Da questo approccio semplificato discende la tendenza a isolare sempre di più, che però può avere effetti incerti nel periodo estivo: l’isolamento che trattiene il calore in inverno svolge la medesima funzione d’estate, con il rischio di determinare il surriscaldamento degli ambienti.
Le strutture opache dotate di massa consistente accumulano e rilasciano calore in modo più complesso: non solo smorzano i picchi di temperatura esterna, ma li differiscono nel tempo. È l’inerzia termica, che si descrive considerando almeno altri due parametri: lo sfasamento, cioè il ritardo con cui l’onda termica attraversa la parete, e l’attenuazione, cioè la riduzione della sua ampiezza.
La verifica completa richiede comunque altri due parametri accanto alla trasmittanza:
- la trasmittanza termica periodica, che vorrebbe descrivere il comportamento della struttura in regime variabile, ma è assai poco influente in tal senso in quanto dipende fortemente dalla trasmittanza U;
- la massa superficiale della struttura, assai più significativa nel determinare il comportamento della struttura in regime variabile.
Essi vanno confrontati con i requisiti richiesti dalla normativa vigente. Se ben progettata, la massa funziona come volano termico tanto d’inverno quanto d’estate, quando preserva la temperatura media radiante e contribuisce ad una sensazione di benessere migliore, per qualità, rispetto a quella ottenuta con il solo raffreddamento dell’aria.
Trasmittanza della parete e ponti termici
Il calcolo monodimensionale della trasmittanza descrive una porzione corrente della parete. Nodi tra parete e solaio, pilastri, architravi, davanzali, attacchi a terra e copertura generano flussi bidimensionali o tridimensionali.
Per valutare la prestazione dell’edificio e il rischio di temperature superficiali critiche, i ponti termici devono essere analizzati separatamente e corretti nel progetto.
Una parete con un buon valore U può perdere efficacia se i nodi non sono risolti in maniera ottimale. Per questo la scelta del blocco deve essere coordinata con i dettagli costruttivi e con gli elementi complementari.
Il quadro normativo di riferimento
Il riferimento attualmente in vigore è il D.M. 28/10/2025, «Aggiornamento del decreto requisiti minimi», in vigore dal 3 giugno 2026, che sostituisce il precedente D.M. 26/06/2015. Oltre a costituire lo strumento attuativo della direttiva EPBD III, il decreto è nato con l’obiettivo di risolvere le criticità emerse negli anni nell’applicazione del testo precedente, recependo alcune FAQ ministeriali di chiarimento e ottimizzando lo svolgimento di verifiche rivelatesi talvolta di difficile applicazione.
Va inoltre ricordato che il parametro di riferimento delle normative sul rendimento energetico in edilizia è l’indice di prestazione energetica dell’edificio, che dipende dalle caratteristiche progettuali complessive e può essere verificato anche senza imposizione di limiti di trasmittanza predefiniti per le pareti opache. La trasmittanza è uno strumento, non l’obiettivo.
Per i dati climatici il riferimento è il database della UNI 10349-1:2016.
Calcolare la trasmittanza con WinPar
Il Consorzio POROTON® Italia mette a disposizione gratuitamente WinPar 3.0, software per Windows che calcola le caratteristiche termofisiche delle strutture opache verticali e orizzontali dell’involucro edilizio, sia in regime stazionario — trasmittanza e resistenza termica — sia in regime periodico stabilizzato — sfasamento, attenuazione, trasmittanza termica periodica.
Il software copre l’intero percorso di verifica descritto in questo articolo:
- calcolo della trasmittanza e dei parametri dinamici, con massa superficiale e trasmittanza periodica da confrontare con i requisiti di legge;
- verifica di Glaser per la condensazione interstiziale;
- verifica del rischio di formazione di muffa attraverso il fattore di temperatura superficiale;
- archivi personalizzabili di materiali, strutture e dati climatici;
- calcolatore psicrometrico e diagramma di Mollier interattivo dell’aria umida;
- stampa dei risultati in formato RTF o DOC, con disegno della struttura e diagramma di Glaser.
La versione 3.0 è aggiornata con riferimento alle norme tecniche vigenti e ai dati climatici attualmente disponibili, ed è compatibile con i sistemi operativi Windows.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra λ e U?
λ è una proprietà del materiale (per materiali omogenei) espresso come valore equivalente per la muratura (in quanto disomogenea); U è la prestazione della struttura completa e dipende da caratteristiche e spessore di tutti gli strati.
Una parete più spessa ha sempre una U più bassa?
A parità di materiale sì, perché aumenta la resistenza termica. Se invece cambiano anche geometria, giunti e caratteristiche del prodotto, il confronto va eseguito sui dati reali.
La trasmittanza comprende i ponti termici?
Il valore U della sezione corrente della parete no. I ponti termici vengono valutati separatamente e incidono sulla prestazione energetica e sulle temperature superficiali.
Posso usare un valore medio trovato online?
Per una stima preliminare può essere utile, ma una verifica di progetto richiede dati documentati e coerenti con il prodotto, la posa e le condizioni di calcolo.
Qual è la differenza tra conducibilità e trasmittanza?
La conducibilità λ è una proprietà del materiale e si misura in W/mK; la trasmittanza U è una proprietà della struttura completa, dipende dalla stratigrafia, quindi da spessore e caratteristiche dei materiali dei singoli strati, e si misura in W/m²K.
Che differenza c’è tra trasmittanza e trasmittanza periodica?
La trasmittanza descrive il comportamento in regime stazionario, con temperature costanti; la trasmittanza termica periodica intende valutare in modo approssimato la risposta della struttura all’oscillazione giornaliera della temperatura esterna.
Quale valore di conducibilità si usa per un blocco in laterizio?
Si utilizza la conducibilità termica equivalente della muratura, che tiene conto della geometria di foratura, dell’aria nei fori e dei giunti di malta, e non la conducibilità del solo blocco. Tale dato viene solitamente fornito dal produttore nella specifica documentazione tecnica del prodotto.
Esiste un software gratuito per calcolare la trasmittanza?
Il Consorzio POROTON® Italia distribuisce gratuitamente WinPar 3.0, che calcola trasmittanza, parametri dinamici, verifica di Glaser e rischio muffa, ed è scaricabile dall’area Tools & Download del sito.
